Settembre è un mese che porta tanti cambiamenti, la fine delle vacanze, l’ inizio del lavoro, l’inizio della scuola…. per i più grandi il passo per l’autonomia. Una tra le “problematiche”  più grandi ha a che fare con l’ inserimento nel nido e nella scuola d’infanzia.

Questo è uno dei primi passi della separazione tra noi e i nostri figli, dove il piccolo deve dividersi l’adulto (la maestra) con gli altri bimbi, nuove regole, lavori di gruppo, aspettare il turno per il gioco che piace tanto, e via dicendo.

È un cambiamento molto grande per il bambino, ma anche per noi genitori, e pur avendo i suoi aspetti positivi, viviamo in questo periodo piccoli disagi e preoccupazioni, in base all’età dei nostri piccoli.

L’ansia di non sapere cosa stia facendo, se continua a piangere, se si stia trovando bene, se litiga con qualcuno…insomma tantissime ansie e preoccupazioni ma anche il bellissimo desiderio di vederlo fare qualcosa da solo, senza il nostro “aiuto”

Il pianto nel bimbo sembra inevitabile ed è anche normalissimo, perché si trova nella fase di distacco da una realtà che vive ormai da tempo ad una tutta nuova, nuovi amichetti, nuovi adulti, l’essere solo senza una persona a lui cara, insomma la tensione che accumula viene scaricata con il pianto… (quante tra di noi – io per prima- il primo giorno d’asilo del proprio figlio sono scoppiate a piangere appena sole… )

Il modo migliore è sempre quello di farsi vedere il più possibile tranquille e serene, i bimbi sono molto attenti alle nostre emozioni (anche se non sembra).

Per questo abbiamo chiesto dei consigli ad una  psicologa la Dottoressa D’Anversa Rossella

Dottoressa cosa consiglia alle mamme, che hanno la loro prima esperienza con nido e scuola d’infanzia: ci sono delle regole da rispettare?

Premetto che non esiste il decalogo delle regole che renderanno perfetto il periodo d’inserimento in quanto ogni bambino è meravigliosamente unico.

Proviamo a capire come si può rendere questo momento così importante un esperienza positiva sia per il piccolo che si trova ad affrontare diverse novità, sia per il genitore che deve fronteggiare e gestire la frustrazione di lasciar il proprio figlio in un ambiente nuovo e spesso con i lacrimoni agli occhi.

Qual è il comportamento più opportuno per facilitare il percorso del bambino?

Le parole chiave sono Affidarsi, Comprendere e Rassicurare, Continuità, Fiducia. Innanzitutto è importante che il genitore riesca a fidarsi delle persone a cui affida il proprio figlio, perché i bambini avvertono se la propria mamma o il proprio papà sono “tranquilli” nel lasciarlo oppure no.

L’inserimento ha anche questo obiettivo: che il genitore conosca l’ambiente in cui suo figlio vivrà una parte della giornata e impari a collaborare con le maestre che seguiranno il proprio bimbo. Questa è infatti una relazione basata sul riconoscimento dei rispettivi ruoli.

Comprendere e rassicurare: vi saranno bambini che vivono in modo particolarmente ansioso il distacco dai genitori, è importante non criticarli per il loro disagio, evitare ad esempio di sminuire ciò che provano (“ma dai che vuoi che sia, sei grande ormai!”), ma piuttosto farli sentire compresi con frasi del tipo “so che la mattina non vorresti lasciarmi, adesso ti senti triste, ma pian piano starai meglio e ti abituerai”. Dare ai bimbi un idea temporale dell’assenza ad esempio “Mamma torna a prenderti dopo la merenda”. Non fuggire quando il bambino è distratto ma salutare, abbracciare e dare un bacio prima di andare via, darà al bimbo il controllo della situazione, perché saprà cosa sta succedendo e non lo farà sentire tradito e abbandonato.

Continuità nel mandare il bambino a scuola. È deleterio per il bambino toglierlo dalla situazione per lui nuova per poi riportarlo dopo qualche giorno, perché significa per vostro figlio sperimentare nuovamente la frustrazione e dover affrontare lo sforzo emotivo tutto da capo.

Fiducia nelle capacità del bambino. Vostro figlio si sentirà in grado di affrontare le situazioni tanto quanto voi crederete in lui. Ripetersi dentro di sé che “ce la farà”. I bambini sentono quando i genitori si fidano di loro, spesso si sentono capaci se i genitori credono che lo siano e al contrario si sentono deboli e incapaci se i genitori hanno dubbi sulle loro potenzialità.

Non dimentichiamo che i bambini si percepiscono attraverso gli occhi del genitore “se mamma pensa che ce la posso fare, allora ce la faccio!”.

Fidatevi dei vostri bimbi e delle loro risorse,  accompagnateli attraverso le piccole e grandi conquiste verso l’indipendenza e l’autonomia che non sono sinonimi di inesorabile distacco da noi ma sono traguardi verso una vita da uomini e donne consapevoli delle loro capacità e limiti con un occhio curioso alle novità che sono fonte di ricchezza e saggezza.

Grazie ancora alla Dott. D’Anversa e buon proseguimento con l’inserimento ai nostri bambini.

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