Lo sviluppo del linguaggio è un processo che inizia molto presto e dipende da numerosi fattori.

La pedagogia montessoriana ha ideato alcune strategie per potenziare questi stimoli, ad esempio: rivolgersi al piccolo sempre con termini precisi, leggergli libri con storie basate sulla realtà, mostrargli e nominare oggetti divisi per categorie, giocare con le carte delle nomenclature e fare le prime classificazioni.

Ecco qui10 attività che possono stimolare l’acquisizione del linguaggio.

  1. La parola giusta
    Per aiutare un bambino ad acquisire un lessico ricco e preciso dovete cercare di usare termini precisi. Ad esempio, se c’è un uccello in giardino specificate che è una gazza e non un volatile qualsiasi: la realtà acquista maggior rilievo se la descrivete con le parole giuste.
  2. La scelta dei libri
    I libri sono un ottimo supporto del linguaggio ma bisogna sceglierli con attenzione. Spesso i libri per piccolissimi sono troppo chiassosi: pieni di colori, luccichi, tante immagini… Prendete pochi libri ma belli e non troppo stimolanti: immagini semplici e chiare sono l’ideale!
  3. La lettura quotidiana
    I benefici della lettura sono molteplici: aiuta il piccolo a organizzare il pensiero, ne stimola la memoria uditiva e sviluppa l’immaginazione. Per questo è fondamentale dedicarne un momento ogni giorno. Attenzione: i libri non vanno tenuti dove ci sono i giochi, ma in appositi scaffali all’altezza del piccolo. Insegnategli anche a trattare e maneggiare con cura l’oggetto libro e a metterlo a posto dopo averlo guardato.
  4. Gli oggetti reali
    Fin dal primo anno potete organizzare delle lezioni di vocabolario riunendo in un cestino oggetti della stessa categoria: utensili da cucina, oggetti del bagno… Prendete ogni oggetto in mano, poi datelo al bambino e mentre il piccolo lo esamina, voi pronunciate il nome dell’oggetto così da fargli associare la parola all’esperienza sensoriale.
  5. Le miniature
    Appena il bambino impara a parlare, proponetegli dei vassoietti di oggetti in miniatura che il bambino è ormai in grado di associare all’oggetto reale. Lasciate che il piccolo maneggi e osservi le miniature.
  6. Carte e oggetti in miniatura
    Verso i 18 mesi il bambino inizia a essere capace ad associare l’oggetto in miniatura e la sua immagine. Questo esercizio è fondamentale per capire il passaggio all’astrazione. Dategli dei modellini (animali, frutti, fiori…) e spiegategli come associarli alla carta corrispondente.
  7. Le famiglie di animali
    Una volta che il bambino ha acquisito il nome degli animali, potete formare assieme le famiglie, ad esempio raggruppando insieme toro, mucca, vitello; gallina, gallo, pulcini… Con i bambini più grandicelli potete, invece, fare la suddivisione in base all’habitat. In questo modo il bambino impara le classificazioni.
  8. Carte della nomenclatura
    Queste carte possono essere usate a partire dai due anni e sono utilissime per il linguaggio, per imparare a classificare la realtà e per avvicinarsi, indirettamente, alla scrittura. L’importante è che siano caratterizzate da immagini reali (oggetti, parti del corpo, animali, ambienti della casa…). Sfogliate le carte una ad una insieme al piccolo ripetendo il nome corretto. Lasciate che le maneggi. Dopo averle guardate potete chiedergli “Dov’è il gatto?”. Quando il bambino ha acquisito sicurezza con il linguaggio, potete prendere due o più mazzi di categorie diverse, mischiarli e chiedergli di raggruppare le carte per categoria.
  9. Il gioco dei suoni
    Dai tre anni circa i bambini iniziano a interessarsi dei suoni che compongono le parole. Si tratta della “coscienza fonologicache prepara all’apprendimento della lettura. Per sviluppare questo apprendimento proponete un gioco: dategli un gruppo di oggetti che iniziano con suoni diversi. Prima nominateli voi, poi chiedete al piccolo di pescare l’oggetto che inizia con un determinato suono (non dite la lettera, ma solo il suono che produce). Quando si sarà impratichito, potrà essere lui a chiedervi di indovinare.
  10. Il gioco del silenzio
    Questo piccolo gioco serve a imparare e ad apprezzare il silenzio. Chiedetegli di non muoversi e tenere gli occhi chiusi per una trentina di secondi. Quando riesce a stare zitto chiedetegli di prestare attenzione a tutto quello che c’è nel silenzio: una macchina che passa, un uccellino…

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