Nei nostri piccoli articoli cerchiamo di parlare un po’ di tutte le problematiche che si vivono al giorno d’oggi, dove come protagonisti abbiamo genitori e figli.

Ci siamo sempre preoccupate di cosa possano subire i nostri figli a scuola, di cosa può succedere nelle ore scolastiche, a causa di tutto quello che sentiamo in TV  e sui vari media.

Oggi invece vogliamo parlarvi del ruolo dell’insegnante, spesso visto come la parte “cattiva” della situazione, la persona che potrebbe comportarsi male e con cui non si può avere un dialogo o che non capisce i nostri figli.

In questi giorni non sentiamo altro che parlare di maltrattamenti agli insegnanti, presi a botte dagli alunni o dai loro genitori.

Avrete sicuramente sentito parlare del vicepreside di una scuola di Foggia preso a pugni in testa e sull’addome dal padre di uno dei suoi alunni. Oppure della professoressa di Piacenza che è stata colpita ripetutamente ad un braccio da uno studente di scuola media. O ancora della professoressa di una scuola di Caserta sfregiata da un suo alunno perché voleva interrogarlo, oppure la storia del professore di educazione fisica di Siracusa, picchiato dal genitore di uno studente e che ha riportato lividi sul volto e costola rotta.

Sono storie da brividi, ormai mi sembra che in nessun luogo, ognuno di noi, possa essere al sicuro.

Mi domando e dico:

come si sarebbero comportanti i ragazzi di oggi se avessero vissuto nella mia epoca?

Io personalmente ricordo che se tornavo a casa con una nota, con un rimprovero o se avevo preso delle bacchettate (perché il mio maestro usava la bacchetta) i miei genitori mi davano anche il loro ricompenso, perché non era lecito il rimprovero da parte dell’insegnante, non doveva mai succedere, perché la colpa era mia e non del maestro.

Oggi è tutto il contrario, questi figli eternamente protetti, troppo capiti a volte, non dico che è un male, perché bisogna capire, ascoltare, proteggere e consolare i nostri figli lungo tutta la loro vita, ma la loro autonomia nel risolvere nel migliore dei modi ogni situazione, dovrebbe essere importante e vitale per loro.

Chi fa il lavoro dell’insegnante  con il cuore e con l’amore (perché ci sono anche i casi da radiare) come fa a trovare la giusta via d’approccio con gli studenti se non può richiamarli, non può alzare la voce, non può guardarli in maniera brusca, e deve stare attenta a quello che dice o a come si muove?

Ma invece lo studente come si approccia all’insegnante? E’ un domanda, che purtroppo molti genitori non si pongono affatto,ed è più facile andare a scuola e aggredire a mani o a parole togliendosi il dente marcio piuttosto che capire ed andare a fondo

Insegniamo prima di tutto a noi stessi così da dare l’ immagine ai nostri figli  di persone pronte al dialogo, persone che sanno approcciarsi in modo adeguato ad ogni situazione. Questo è quello che conta più di tutto, dare un buon esempio, perché come diciamo sempre I NOSTRI FIGLI SARANNO GLI UOMINI DI DOMANI.